Cineforum Palestina

Non stupiamocene, davvero, non cerchiamo di sentire lo straniamento davanti al solito ritorno alla vita praticato come se niente fosse.
Se già durante l’ennesima invasione di campo da parte di Israele e del suo esercito in territorio palestinese il silenzio è stato imperante e diffuso, pur essendo i fatti sotto agli occhi di tutti, oggi non deve stupirci la rapida, ordinaria, asettica archiviazione del caso.
Non stupiamocene, dunque, ma piuttosto teniamo alta e viva l’attenzione.
Se è vero che un contributo come questo cineforum può apparire trascurabile, è vero anche che le immagini, i suoni, le parole non sono aria, ma sassi che le nostre fionde – fatte di idee e della nostra non volontà ad aderire all’inerzia del mondo – non devono mai stancarsi di lanciare.

Queste le proiezioni:

Giovedì 19 febbraio  h. 20

PARADISE NOW

di Hany Abu-Assad, 90′ – Germania, Olanda, Francia, 20o5

Giovedì 26 febbraio  h. 21.30

GOOD TIMES

di Alessandro Cassigoli e Dalia Castel, 31′ - Italia, 2004

CHECKPOINT

di Yoav Shamir, 60′- Israele, 2003

Giovedì 12 marzo  h. 21.30

PER UNO SOLO DEI MIEI DUE OCCHI

di Avri Mograbi, 100′ – Francia, Israele, 2005

@CasaPomposa, via Pomposa 8 – Rimini
INGRESSO GRATUITO

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Fermiamo il massacro a Gaza
Ribellarsi è giusto, resistere è necessario.

Hanno atteso, con l’ipocrisia tipica dei governi coloniali, che passasse il Natale per non ricreare le immagini poco edificanti, per i governi occidentali e per il senso comune, di alcuni anni fa, ovvero la guerra direttamente intorno e dentro alla Basilica della Natività, a Betlemme.
Ora, per beceri calcoli politici, in vista delle prossime elezioni, l’esercito israeliano bombarda una lingua di terra, già stremata da anni di occupazione militare ed embarghi, e si appresta ad invadere nuovamente una Palestina sotto apartheid, che conta ancora una volta i propri innumerevoli morti.
Questo genocidio è insopportabile ed ogni silenzio è complice.
Per questo è stato ricostruito simbolicamente uno scenario di guerra attorno all’anonima ritualità del presepe della nostra città: perchè Erode ha ripreso lo sterminio ed oggi indossa una stella di David sull’elmetto, malgrado assomigli solo a Golia.

Il terrorismo è di chi invade una terra e ne bombarda i civili inermi, non di chi vi resiste.

Fermiamo la barbarie su Gaza. PALESTINA LIBERA!

Azione simbolica al presepe di Rimini, Arco d’Augusto:

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Rassegna stampa: