Migrante vuol dire paura?

“Giovane olandese stuprata da due magrebini a Marebello.” Così si leggeva fuori dalle edicole di Rimini alcuni giorni fa. Ma alcune ore dopo l’ennesimo tentativo di sbattere il mostro in prima pagina, meglio ancora se migrante, la notizia si è rivelata infondata. Pubblichiamo il nostro commento alla notizia apparso sul corriere di romagna il 28luglio volto a sollevare la questione profonda che riguarda il ruolo e la responsabilità di coloro i quali avrebbero come primo compito la verifica puntuale e completa dei fatti prima della loro divulgazione agli organi di informazione ma che sovente preferiscono servire in pasto alla pubblica opinione uncapro espiatorio su cui riversare la propria intolleranza e le proprie paure.


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RASSEGNA STAMPA LOCALE:

Per una Rimini solidale e antirazzista

La città invisibile” è il titolo di un documento promosso dall’Associazione Jacquerie e dal Collettivo Krìsis a cui hanno aderito cittadini, associazioni e tutte le realtà riminesi che considerano la solidarietà e l’antirazzismo valori fondanti della nostra società.

Da una ferita profonda, com’è stata l’aggressione del clochard Andrea Severi per la città di Rimini, si è voluto aprire un dibattito in città per riflettere sulle ragioni profonde da cui traggono origine episodi di violenza come questo, il cui carattere razzista e di odio verso i deboli è assolutamente inconfutabile e la cui gravità è inaudita e lampante.

Non è una su un milione, ma è una delle tante che ci feriscono il cuore e la coscienza in questa città.