Comunicato per l’azione di protesta contro la presenza dell’Assessore Biagini nel quartiere VI, Rimini (martedì 21 luglio, Festa del PD
Non ci stiamo al gioco truccato di guardie e ladri sulla spiaggia, a questa fasulla divisione tra buoni e cattivi, tra sceriffi e fuorilegge.Non ci stiamo a questo gioco sporco sulla pelle dei migranti, e al prezzo di una militarizzazione del nostro territorio. E’ un gioco da bari, perché le stesse spiagge dove avvengono queste famigerate retate antiabusivismo, sono zeppe di lavoratori in nero, o lavoratori il cui contratto (quando, ed è raro, c’è) non viene rispettato. E sono anche luoghi dove l’evasione fiscale degli esercenti ha raggiunto livelli elevatissimi, di cui ha parlato tutto il paese, e che in questa città si finge di non conoscere.
Questo è il vero abusivismo cittadino, quello su cui si fonda l’economia della Riviera e che permette ai soliti poteri forti di accumulare abusivamente miliardi, grazie a politici come Biagini e ad amministrazioni compiacenti come questa, che continuano a fingere di non saperne nulla di questo segreto di pulcinella. Le vere caverne di Alì Babà sono quelle che sostengono l’operato di Biagini, che infatti si guarda bene dal svuotarle… anzi ne è miglior custode.
Così vediamo le divise che scorazzano dietro ai venditori ambulanti (di pelle scura e senza santi in paradiso, of course), proprio dove impazza il lavoro nero di cui però, chissà perché, se ne infischiano.
Perché un paradosso così assurdo?
Noi un’idea ce l’abbiamo, del resto non ci vuole troppa immaginazione guardando soltanto quali sono i gruppi di interesse che sostengono il Generale (pardon, Assessore) della Polizia Municipale. Biagini risponde alle pressioni della lobby dei commercianti, ed è un degno rappresentante di quella casta partitocratica della sinistra istituzionale che, tristemente, imita e rilancia il gioco (padronale) delle destre, ed è passata dalla (almeno decantata) difesa e dal sostegno nei confronti dei lavoratori e delle fasce più deboli della popolazione, a farsi dettare sfacciatamente l’agenda politica da potentati economici come Confindustria e Confesercenti, distruggendo culturalmente ancor prima che politicamente, la sinistra di questo paese. Ma è evidente come, anno dopo anno, stiano erodendo il consenso accumulato in questi territori dal dopoguerra, ed è una roulette russa che non tarderà a far trovare il colpo in canna (cosa che gli auguriamo di cuore, per terminare questo accanimento terapeutico fatto di notti rosa color merda in mare).Non basterà il fumo gettato negli occhi dalla stampa amica e prezzolata, a colmare il vuoto del terreno che loro stessi si sono tolti da sotto i piedi.
Cosa facciano Biagini e il suo partito, al governo in comune, provincia e regione, per contrastare gli effetti della crisi economica, come la perdita del lavoro, che per i migranti significa anche scadenza del permesso di soggiorno, e che sempre più spesso costringe i lavoratori ad accettare contratti in nero, francamente, è oscuro ai più. Così come è oscuro il motivo per cui Biagini non sieda tra i banchi della Lega. In realtà è facile pensare come occupi la poltrona nel centrosinistra soltanto fino a quando questo resterà maggioranza (e non pare ancora per molto, in effetti).
Ma lavorare in nero o con contratti “grigi”, non è differente da fare il venditore ambulante senza licenza: sono due forme diverse della stessa ricattabilità. Come molti sono obbligati a fare la stagione senza un contratto di lavoro o con contratti non rispettati, gli ambulanti migranti sono obbligati a vendere senza permessi. Peraltro il problema delle vendite dei commercianti è dovuto alla crisi economica appunto, sono i salari non aumentati da 10 anni che fanno sì che chi viene ancora in vacanza dalle nostre parti (i più è un lusso che si possono permettere solo per qualche giorno) non abbia budget di spesa a disposizione per le botteghe del lungomare.
Per questo Biagini non è altro che uno sceriffo che ruba ai poveri per conto dei ricchi.
Non sono i turisti che dissentono delle sue politiche razziste e classiste, a doversene tornare nelle loro città, ma è Biagini con le sue manie di onnipotenza, a doversene andare a quel paese!
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