Se il prezzo dell’Antifascismo è quello della Libertà

La scorsa settimana abbiamo visto qual è, tutt’oggi, il prezzo dell’antifascismo.

Il prezzo per chi ha creato, o crea, solidarietà sociale, vertenze pubbliche, riqualificazione di spazi degradati, situazioni di democrazia radicale.

Il Torquemada nostrano aggiorna il proprio personale codice Rocco alla sua nuova città da inquisire (prima era toccato a Bologna), il vecchio registro degli indagati per i reati mai debellati di antifascismo e lotta di classe: evidentemente la pratica quotidiana di libertà continua a far paura.

E così i palazzi del potere cittadino organizzano un tour de force di spedizioni punitive: gogne mediatiche e perquisizioni domiciliari, interrogatori di polizia, alla ricerca di bandiere e corone d’alloro (?!?!?) oltre al piantonamento (evidentemente senza mandato di perquisizione, ma per il puro esercizio dell’intimidazione) di abitazioni, auto e garage di attivisti… miseri nonchè desueti tentativi di reprimere il presente delle vere realtà di progresso sociale (il cambiamento che viene dal basso è come la libertà che lo muove: fa paura ai vertici della piramide) e di riscriverne il passato attraverso le aule giudiziare.

Oggi è l’8 marzo e alla rinnovata caccia alle streghe del procuratore di Rimini Paolo Giovagnoli rispondiamo che chi vive di fantasmi si è illuso di poter bruciare la libertà sulla pubblica piazza, ma non ha fatto altro che illuminarne il percorso, mettendo in luce la propria cecità.
Potenti tremate, le streghe son tornate!

Ora e sempre resistenza!

Migrante vuol dire paura?

“Giovane olandese stuprata da due magrebini a Marebello.” Così si leggeva fuori dalle edicole di Rimini alcuni giorni fa. Ma alcune ore dopo l’ennesimo tentativo di sbattere il mostro in prima pagina, meglio ancora se migrante, la notizia si è rivelata infondata. Pubblichiamo il nostro commento alla notizia apparso sul corriere di romagna il 28luglio volto a sollevare la questione profonda che riguarda il ruolo e la responsabilità di coloro i quali avrebbero come primo compito la verifica puntuale e completa dei fatti prima della loro divulgazione agli organi di informazione ma che sovente preferiscono servire in pasto alla pubblica opinione uncapro espiatorio su cui riversare la propria intolleranza e le proprie paure.


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RASSEGNA STAMPA LOCALE:

Per una Rimini solidale e antirazzista

La città invisibile” è il titolo di un documento promosso dall’Associazione Jacquerie e dal Collettivo Krìsis a cui hanno aderito cittadini, associazioni e tutte le realtà riminesi che considerano la solidarietà e l’antirazzismo valori fondanti della nostra società.

Da una ferita profonda, com’è stata l’aggressione del clochard Andrea Severi per la città di Rimini, si è voluto aprire un dibattito in città per riflettere sulle ragioni profonde da cui traggono origine episodi di violenza come questo, il cui carattere razzista e di odio verso i deboli è assolutamente inconfutabile e la cui gravità è inaudita e lampante.

Non è una su un milione, ma è una delle tante che ci feriscono il cuore e la coscienza in questa città.